27 Febbraio 2019

Per i sopravvissuti al cancro, avere una percezione ottimistica della malattia si associa ad una mortalità più bassa e a migliori esiti di salute legati alla qualità della vita (HR-QoL) rispetto a percezioni più pessimistiche, anche se la percezione non corrisponde con la prognosi reale. Sono i dati di uno studio della American Cancer Society pubblicato su Cancer.

approccio ottimista qualità vita

Le percezioni pessimistiche della malattia si associano a peggiori esiti di salute. Tuttavia, nessuno studio si è mai chiesto se le percezioni negative del futuro, coerentemente con la gravità effettiva della malattia, fossero dannose allo stesso modo. Lo scopo di questa ricerca della American Cancer Society pubblicata su Cancer è stato quello di identificare sottogruppi di sopravvissuti al cancro sulla base della percezione negativa della malattia e della prognosi e, al contempo, di valutare la qualità della vita correlata alla salute (HRQOL) e la sopravvivenza associata a questi sottogruppi.

Gli autori hanno utilizzato dati del registro di popolazione Patient Reported Outcomes Following Initial treatment and Long term Evaluation of Survivorship (PROFILES), che sono stati raccolti dal 2008 al 2015 ed hanno incluso 2.457 pazienti sopravvissuti al cancro a meno di 5 anni dalla diagnosi di cancro (colon, retto, prostata, endometrio o carcinoma ovarico o linfoma non Hodgkin).

I dati clinici e di sopravvivenza sono stati raccolti attraverso il Netherlands Cancer Registry. I sottogruppi sono stati definiti dalla percezione della malattia (grazie ad un breve questionario sulla Percezione malattia) e dalla prognosi (sopravvivenza relativa a 5 anni) e organizzati in tre categorie di pazienti:

  1. Realisti con percezione della malattia coerente con la prognosi (1.230);
  2. Ottimisti con percezione della malattia più positiva di quanto previsto dalla prognosi (582);
  3. Pessimisti con percezione della malattia più negativa del previsto sulla base della prognosi (645).

Al confronto con i Realisti (1.230), gli Ottimisti (582) hanno mostrato un HRQOL più alto e una mortalità per tutte le cause più bassa (hazard ratio 0,72), mentre i Pessimisti (645) hanno mostrato un HRQOL più basso e una più alta mortalità per tutte le cause (hazard ratio 1,52).

Chi è più ottimista sembrerebbe beneficiare di una migliore HRQOL e di una maggiore speranza di sopravvivenza, anche se le percezioni della malattia non sono coerenti e realistiche rispetto alla prognosi.

«I dati mostrano come la percezione della malattia possa essere un importante fattore predittivo degli esiti sanitari indipendente dalla prognosi», spiegano gli autori, che sottolineano anche quanto sia importante saper riconoscere i segni delle percezioni pessimiste o negative tra i sopravvissuti al cancro, in modo da poter fornire un sostegno appropriato con il fine di migliorare gli esiti di salute.

FONTI

de Rooij BH, Thong MSY, van Roij J, Bonhof CS, Husson O, Ezendam NPM. Optimistic, realistic, and pessimistic illness perceptions; quality of life; and survival among 2457 cancer survivors: the population-based PROFILES registry. Cancer, 2018; 124(17): 3609-3617. doi: 10.1002/cncr.31634

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