05 Aprile 2017

L'oncologo viene coinvolto in tutte le fasi del percorso clinico del paziente, dalla diagnosi iniziale fino al trattamento della patologia.

Risponde:

Giuseppe Di Lorenzo

AOU Federico II di Napoli e Università Federico II di Napoli

Oggi l’oncologo medico ha, rispetto a tanti anni fa, un ruolo direi primario nella gestione della neoplasia prostatica intesa sia come diagnosi di neoplasia prostatica e sia anche come terapia.

Ecco, è cambiato lo scenario perché, rispetto ad anni addietro in cui il ruolo dell’oncologo era un po’ messo da parte, era marginale, e noi riuscivamo a trattare i pazienti in una fase direi quasi terminale della storia clinica della malattia, oggi invece il ruolo dell’oncologo è primario, perché l’oncologo partecipa nel team multidisciplinare nella fase iniziale della diagnosi, nella fase poi della gestione della terapia, quindi non soltanto in una fase direi quasi finale della storia, ma durante tutto il percorso clinico del paziente.

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