29 Marzo 2019

La prevenzione del cancro alla prostata può essere un altro incentivo per gli uomini a muoversi di più e ad essere più attivi. L’esercizio fisico regolare abbassa il rischio di sviluppare carcinoma prostatico, carcinoma prostatico avanzato e letale: è quanto emerge da uno studio della Harvard Chan School, pubblicato sulla rivista European Urology.

Più attivi per prevenire il cancro alla prostata

Il cancro alla prostata è una delle forme più comuni di tumore che colpisce la popolazione maschile oggi. Secondo l’Agency for Research on Cancer, nel 2018 a livello globale sono stati diagnosticati più di 1,2 milioni di nuovi casi. Ma nonostante questi dati, c’è una buona notizia che arriva dalla Harvard T.H. Chan School of Public Health e suggerisce come un fattore modificabile nello stile di vita possa aiutare a ridurre il rischio di cancro alla prostata: stiamo parlando dell’esercizio fisico.

L'identificazione di fattori di stile di vita modificabili per la prevenzione del carcinoma prostatico, in particolare quando clinicamente importante, è sempre più urgente. Da diversi anni la ricerca prova ad indagare il ruolo e l’influenza dell’attività fisica su una vasta gamma nei processi biologici, compresi i percorsi anti-infiammatori e insulinici, che potrebbero essere collegati a un minor rischio di cancro alla prostata. Tuttavia i risultati che arrivano dai grandi studi epidemiologici, finora, sono contrastanti: alcuni hanno mostrato un'associazione positiva, altri no. In letteratura, inoltre, sono disponibili prove che mostrano come sottotipi clinici e molecolari del cancro alla prostata abbiano fattori di rischio specifici sui quali forse è possibile intervenire, lasciando intravedere la strada per una prevenzione di precisione.

Più attivi contro il cancro: i dati della ricerca

Gli scienziati della Harvard T.H. Chan School hanno provato a guardare la questione da un diverso punto di vista, ovvero hanno confrontato il rischio di cancro alla prostata avanzato negli uomini con diversi livelli di attività fisica. Gli uomini con una maggiore intensità di attività hanno mostrato un rischio molto più basso di sviluppare carcinoma prostatico, carcinoma prostatico avanzato e letale. Ad accomunare i carcinomi osservati un dettaglio a livello molecolare: la comune fusione del gene TMPRSS2: ERG. Ma cerchiamo di capire meglio…

I ricercatori hanno analizzato i dati di 49.160 uomini di età compresa tra 40 e 75 anni che si sono iscritti a The Health Professionals Follow-up Study nel 1986 e sono stati seguiti fino al 2012. Questi uomini hanno risposto a questionari biennali, che includevano domande su dieta, salute e attività fisica. Tra i partecipanti, 6.411 hanno sviluppato un cancro alla prostata e 888 hanno sviluppato una forma letale della malattia.

Lo studio, pubblicato sulla rivista European Urology, ha rilevato che gli uomini impegnati più frequentemente in attività fisiche intense per tutta la durata dello studio hanno mostrato un rischio inferiore del 30% di sviluppare carcinoma prostatico avanzato e un rischio inferiore del 25% di sviluppare un tumore alla prostata letale al confronto con gli uomini che hanno praticato meno attività fisica.

Cerchiamo allora di capire cosa si intende per attività fisica intensa praticata frequentemente. In media, gli uomini che rientravano nella categoria più alta di attività intensa erano quelli impegnati in un equivalente di 25 minuti di corsa giornaliera. Per attività intensa e vigorosa questo studio ha inteso e incluso anche attività come andare in bicicletta, nuotare, lavorare all'aperto e praticare sport come il tennis o lo squash.

«Oltre agli altri ben noti benefici di uno stile di vita fisicamente attivo per la salute, questo studio sottolinea come la prevenzione del cancro alla prostata possa essere un’altra valida ragione per gli uomini per muoversi di più ed essere attivi», a dirlo è Claire Pernar, principale autrice dello studio e ricercatrice postdottorato presso la Harvard T.H. Chan School.

Lo studio, oltre a presentare risultati su numeri davvero importanti, si distingue per il fatto che i ricercatori siano stati in grado di esaminare cartelle cliniche, rapporti patologici e questionari specifici della malattia e di sfruttare i dati relativi al sottotipo molecolare, ovvero le informazioni che consentono ai ricercatori di classificare i tipi di cancro alla prostata sulla base di caratteristiche molecolari e cliniche per capire meglio come si sviluppi. In particolare, lo studio ha fatto il punto su una comune alterazione molecolare nei tumori della prostata denominata TMPRSS2: ERG, una fusione genica che si verifica nel 50% dei tumori nei pazienti con cancro alla prostata.

In altre parole, stando alla Pernar: «lo studio ha dimostrato che un maggiore livello di attività fisica nel tempo significa un minor rischio di sviluppare il cancro alla prostata con TMPRSS2: ERG, una fusione genica che si traduce in un sottotipo molecolare del cancro che costituisce circa la metà di tutti i casi».

 

«I nostri risultati su attività fisica e TMPRSS2:ERG evidenziano un concetto di 'prevenzione di precisione' ovvero l'idea che i pazienti possano intraprendere azioni specifiche per ridurre il rischio di alcuni tumori e mostrare la diversità che sembra esistere tra le possibili cause della prostata cancro», ha aggiunto Lorelei Mucci, professore associato di epidemiologia ed autore senior dello studio. «I tumori alla prostata che contengono TMPRSS2: ERG sembrano essere sensibili all'insulina, fattori di crescita e altri fattori metabolici, che possono aiutare a spiegare il legame tra attività fisica e questo sottotipo di cancro alla prostata».

FONTI

Pernar CH, Ebot EM, Pettersson A, et al. A Prospective Study of the Association between Physical Activity and Risk of Prostate Cancer Defined by Clinical Features and TMPRSS2:ERG. European Urology , 2018. doi: 10.1016/j.eururo.2018.09.041

 

Sweeney C. Long-term vigorous exercise may lower risk of advanced and fatal prostate cancers, Harvard T.H. Chan School of Public Health, 23 Ottobre 2018.

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