22 Dicembre 2016

Ci sono situazioni in cui i ruoli dei diversi specialisti si intersecano, ma al centro deve esserci sempre la specificità del paziente.

Risponde:

Stefano Maria Magrini

Spedali Civili di Brescia e Università di Brescia

Questa è una domanda che è molto interessante e molto importante e mi suggerisce due tipi di considerazioni: la prima è che noi abbiamo sempre collaborato con l’urologo e anche abbiamo collaborato in misura diversa, a seconda del tipo di neoplasia, con i colleghi oncologi medici, piuttosto che non con i chirurghi del torace, piuttosto che non con i colleghi chirurghi otoiatrici.

È chiaro che il fatto che il malato sia considerato congiuntamente da più specialisti, specie laddove il trattamento può essere fatto in un modo o in un altro, limita quello che gli inglesi chiamano bias, limita cioè il fatto che io faccio l’oncologo radioterapista e è naturale che a me piaccia fare il mio mestiere, così come al collega urologo piace fare l’urologo. È chiaro che ci sono delle situazioni in cui chiaramente una modalità è superiore all’altra, ce ne sono altre in cui questo avverbio “chiaramente” non è il più indicato, perché, per esempio, nel tumore della prostata molto dipende dalle preferenze anche dell’ammalato rispetto al tipo di effetti collaterali che quel tipo specifico di trattamento può produrre.

Quello che sarebbe piuttosto importante è che al malato comunque venisse fornita una spiegazione la più possibile obiettiva degli effetti collaterali del trattamento. Non c’è un tumore della prostata, c’è un signore che ha un tumore della prostata e che può avere condizioni molto diverse, è come essere un signore di 80 anni con molte altre malattie o con molte altre cause di comorbidità, oppure un giovane sessantenne. In entrambi i casi la scelta tra radioterapia e chirurgia può dipendere da tantissimi elementi.

Bene è l’attività, la Prostate [Cancer] Unit come la Breast Unit sono dei nomi inglesi che sono accattivanti, diciamo così che fanno riferimento a una realtà che nei centri oncologici che funzionano di questo Paese sono attive e in pratica da tanto tempo e l’ostacolo principale per una loro piena attuazione è l’investimento in risorse di professionisti competenti, più che non nelle macchine piuttosto che nelle varie cose.

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